Cos’è l’onorario dell’avvocato?
Nella vita quotidiana si paga un prezzo per beni o servizi. Quel prezzo è, in larga misura, un compenso.
Gli avvocati ricevono un onorario per il servizio reso al cliente. Se la causa non ha oggetto pecuniario, l’onorario è fisso (maktu). Se riguarda denaro o un valore monetario, si aggiunge un onorario proporzionale (nisbi) tra il 10% e il 25%. Ad Ankara questa distinzione è essenziale per un accordo chiaro in materia familiare.
L’onorario è diverso nelle cause di divorzio?
Nelle cause di divorzio si pattuiscono di regola sia onorari fissi sia proporzionali. Il nucleo è la sentenza di divorzio. Vi si decidono anche, se del caso, affidamento, frequentazione e mantenimento dei figli. Mantenimento del coniuge più debole, abitazione e assegnazione della casa familiare contano altrettanto. Affidamento, mantenimento, frequentazione, misure cautelari e la durata spesso pluriennale devono entrare nel calcolo dell’onorario fisso.
Il coniuge che ha ragione — senza colpa o con colpa minore — può chiedere danni materiali e morali. Nasce allora un onorario proporzionale sull’importo ottenuto per il cliente; dipende dal successo e non è dovuto in caso di soccombenza o di colpa uguale senza risarcimento.
Come si calcola l’onorario nel divorzio?
L’onorario è liberamente concordato tra avvocato e cliente. La forma scritta non è obbligatoria ma consigliabile.
I clienti vogliono conoscere il prezzo in anticipo e non pagare troppo. Il servizio varia però da caso a caso; aspettarsi un prezzo unico «al dettaglio» per tutti non è equo.
Il principio guida è l’equità: natura, durata e fasi del servizio, valore per il cliente, tempo, impegno, conoscenza ed esperienza dell’avvocato. Si racconta che Picasso, a chi si stupiva di un alto compenso per uno schizzo fatto in pochi minuti, rispondesse di aggiungere quarant’anni di lavoro ed esperienza.
Un processo è organico ed evolutivo; vanno considerate qualità e quantità del servizio. Dagli atti all’udienza, l’onorario deve restare equo rispetto a quanto l’avvocato può ottenere per il cliente.
Principi per gli onorari in divorzio e regime patrimoniale
Gli approcci differiscono, ma interesse reciproco ed equità devono guidare. L’onorario pattuito non deve inquietare nessuna delle parti. L’avvocato deve essere retribuito per un lavoro spesso pluriennale; il cliente deve sentire di aver affidato la causa a uno studio competente e di aver pagato un importo adeguato.
In sintesi, l’onorario deve riflettere il valore per il cliente e l’impegno, il tempo, la conoscenza e l’esperienza impiegati. Dopo la firma, la serenità di entrambi è essenziale. L’avvocato può così dedicarsi pienamente alle soluzioni migliori e, se necessario, alle richieste al giudice del tribunale della famiglia.
Chi ad Ankara valuta un divorzio, un mantenimento, un affidamento o un regime patrimoniale dovrebbe chiarire la struttura fisso–proporzionale e l’ambito del fascicolo. Presso Karınca Avukatlık a Çankaya consigliamo un quadro di onorari scritto ed equo secondo la natura del caso.
- Interesse reciproco ed equità
- Serenità di entrambe le parti
- Valore per il cliente
- Impegno, tempo, conoscenza ed esperienza
- Accordo scritto sugli onorari
