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Cosa fare se non viene eseguita una decisione sui rapporti personali con il figlio

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Se una decisione che disciplina i rapporti personali con il figlio non viene eseguita, si verificano natura e stato della decisione e si valuta un’istanza alla direzione competente del sostegno giudiziario e dei servizi alle vittime. Il procedimento si svolge presso i centri di incontro, tenendo conto dell’interesse superiore del minore. Modifica dell’affidamento, esecuzione della decisione esistente e reclamo per inosservanza sono questioni giuridiche distinte.

Risposta breve

Se una decisione che disciplina i rapporti personali con il figlio non viene eseguita, si verificano natura e stato della decisione e si valuta un’istanza alla direzione competente del sostegno giudiziario e dei servizi alle vittime. Il procedimento si svolge presso i centri di incontro, tenendo conto dell’interesse superiore del minore. Modifica dell’affidamento, esecuzione della decisione esistente e reclamo per inosservanza sono questioni giuridiche distinte.

Questa guida riguarda l’esecuzione di una sentenza o di un provvedimento cautelare sui rapporti con il figlio. Se non esiste ancora una decisione sui rapporti personali, può essere prima necessaria una regolamentazione del tribunale. Un accordo familiare orale non sostituisce in ogni caso una decisione giudiziale. Si tratta di informazione generale, non della valutazione di un fascicolo individuale.

Differenza tra consegna del minore e rapporti personali

La consegna del minore indica la consegna del figlio alla persona avente diritto, nell’esecuzione di una decisione sull’affidamento o sull’affidamento del minore a quella persona. I rapporti personali sono l’organizzazione degli incontri o della permanenza con il figlio in giorni e per durate determinati. In un caso si tratta dell’esecuzione di un regime di cura continuativo, nell’altro dell’adempimento di un calendario periodico.

Questa distinzione chiarisce quale decisione va presentata e che cosa si chiede. Se «voglio prendere mio figlio» si riferisce al fine settimana di visita o all’esecuzione di una decisione di affidamento va spiegato nell’istanza. Il dispositivo della decisione è il punto di partenza della domanda.

L’ufficio di esecuzione è ancora il luogo dell’istanza?

Nel sistema istituito dalla legge n. 7343, le sentenze o i provvedimenti cautelari sulla consegna del minore e sui rapporti personali sono eseguiti dalle direzioni del sostegno giudiziario e dei servizi alle vittime. Dove tale direzione non esiste, operano le cancellerie dei tribunali civili designate dal Ministero della giustizia.

Le vecchie descrizioni su internet di una consegna del minore tramite l’esecuzione forzata possono quindi non indicare il luogo di istanza attuale. Le operazioni si svolgono in locali adatti al minore, con il personale e gli specialisti interessati. L’ufficio competente e il modo di presentare l’istanza vanno confermati presso il palazzo di giustizia pertinente; non ogni famiglia deve rivolgersi allo stesso palazzo.

Quali documenti servono per l’istanza?

Secondo le spiegazioni del Ministero della giustizia, l’istanza e la sentenza o il provvedimento cautelare sulla consegna del minore o sui rapporti personali sono i documenti di base. Gli indirizzi e i recapiti noti delle parti facilitano lo svolgimento. Se la decisione è stata poi modificata, va presentata anche la nuova decisione.

Se recapiti o indirizzo non sono noti, va indicato questo fatto invece di scrivere dati inesatti. I dati personali non necessari del minore e di terzi non vanno condivisi sui social o in gruppi di messaggi.

  • Identità e recapiti del richiedente.
  • Indirizzi e recapiti noti relativi al minore e all’altra parte.
  • La sentenza o il provvedimento cautelare che disciplina i rapporti o la consegna.
  • Informazione sul passaggio in giudicato, se richiesta per l’esecuzione della sentenza.
  • Il numero di un precedente fascicolo di esecuzione e i relativi verbali.
  • Eventuali provvedimenti di allontanamento, riservatezza, incontri accompagnati o altre misure di sicurezza.
  • Una breve cronologia dei fatti che spiega le date di incontro non eseguite.

Sentenza passata in giudicato e provvedimento cautelare coincidono?

Per un’istanza fondata su una decisione finale si verifica il passaggio in giudicato. I provvedimenti cautelari possono stabilire un regime temporaneo durante il giudizio e si eseguono secondo la propria natura. Le spiegazioni del Ministero della giustizia sulle istanze sottolineano in particolare questa distinzione.

Non va trascurato che una precedente ordinanza interlocutoria del fascicolo possa essere stata poi modificata. Se, ad esempio, l’incontro è divenuto accompagnato o gli orari sono cambiati, agire sul testo precedente crea controversia. All’istanza vanno allegate tutte le decisioni attualmente vigenti.

Quale calendario prevede la decisione?

I giorni di incontro, gli orari di inizio e fine e la disciplina di festività, vacanze di metà anno e d’estate si leggono nella decisione. In caso di coincidenza tra fine settimana e festività o di disallineamento con il calendario scolastico, conta la chiarezza del dispositivo. Il richiedente non deve presentare la propria interpretazione come se fosse il dispositivo chiaro.

Se la decisione è incerta, l’ufficio non sostituisce la decisione esistente con un nuovo regime di affidamento o di rapporti. Se occorra un chiarimento o una modifica del tribunale si valuta separatamente. Il fatto che le parti abbiano in precedenza applicato il regime con flessibilità non significa, in caso di disaccordo, che il calendario ufficiale sia del tutto venuto meno.

Come procede il percorso dopo l’istanza all’ufficio?

L’ufficio competente esamina la decisione e i dati dell’istanza; nel quadro della normativa pertinente si organizzano i contatti con le parti, il luogo di consegna e l’informazione sul procedimento. Ove necessario, intervengono un ordine di consegna e le relative comunicazioni. È importante che il richiedente rispetti i giorni, gli orari e le regole di comunicazione comunicati dall’ufficio.

Non rispondere alle chiamate dell’ufficio, non segnalare un cambio di recapito o non avvisare che non si parteciperà all’incontro può ostacolare l’esecuzione. Non esistono solo obblighi dell’altra parte, ma anche responsabilità della persona avente diritto nel procedimento. L’organizzazione della comunicazione va mantenuta affinché il minore non attenda inutilmente.

Cosa accade se il figlio dice di non volere l’incontro?

Il fatto che il figlio dica di non volere l’incontro non significa da solo che la decisione non sarà eseguita in ogni caso, né che l’incontro sarà imposto con la forza. Età, sviluppo, motivi espressi, sicurezza e interesse superiore del minore sono valutati con il concorso di specialisti.

Spingere il figlio a scegliere una parte, interrogarlo ripetutamente o orientarlo a registrare le sue parole non è una soluzione appropriata. Le difficoltà vanno riferite all’ufficio in modo corretto; se occorre, si chiede al tribunale di riesaminare il regime degli incontri in base ai bisogni del minore. La dichiarazione del figlio non deve diventare strumento della controversia tra i genitori.

Come si documenta l’ostacolo agli incontri?

Per le date non eseguite vanno conservati il giorno e l’ora previsti dalla decisione, i contatti con l’ufficio, le comunicazioni delle parti e i verbali esistenti. Il racconto dei fatti deve essere il più concreto possibile: quando, quale incontro, per quale motivo non si è svolto e quale ufficio è stato informato.

Vanno usate le registrazioni del procedimento ufficiale, invece di creare una documentazione della vita privata seguendo il minore o l’altro genitore. Se vi sono messaggi, va conservato il contesto; non si devono selezionare solo frammenti che danno il significato desiderato. Malattia, problema di trasporto e affermazione di ostacolo chiaro non vanno presentati come lo stesso evento; i motivi si esaminano separatamente.

Reclamo per inosservanza e termini

Gli articoli 41/A e seguenti della legge n. 5395 sulla protezione dell’infanzia disciplinano l’esecuzione delle decisioni e le situazioni di inosservanza. L’impugnazione degli atti della direzione e il reclamo per inosservanza di un ordine di consegna sono vie con presupposti e termini diversi.

Dove e in quale termine presentare l’istanza va verificato individuando l’atto compiuto e l’inosservanza dedotta. Applicare un unico termine trovato su internet a tutte le controversie può essere errato. Allegare l’ordine di consegna, le notifiche, i verbali e le decisioni facilita l’esame. L’applicazione di una sanzione dipende dalla valutazione del tribunale competente.

L’affidamento cambia da solo?

L’affermazione che i rapporti personali sono stati ostacolati non trasferisce automaticamente l’affidamento all’altro genitore. La modifica dell’affidamento è valutata dal tribunale sulla base dell’interesse superiore del minore e delle circostanze concrete. Chiedere l’esecuzione della decisione esistente e chiedere la modifica dell’affidamento sono domande diverse.

Un ostacolo persistente, il rapporto del minore con l’altro genitore e nuove circostanze possono rilevare nella valutazione. Da un solo inadempimento non si può però trarre una conclusione sicura. La domanda va formulata in modo adatto al fascicolo; un problema di esecuzione non va confuso con l’insieme del regime di cura del minore.

Se vi è un provvedimento di allontanamento o di riservatezza

Le misure della legge n. 6284 e una decisione sui rapporti personali con il figlio possono dover essere eseguite insieme. I provvedimenti di protezione esistenti vanno presentati all’ufficio dell’istanza; va valutata l’organizzazione di una consegna e di una comunicazione sicure in base a essi. L’incontro diretto delle parti non è necessario in ogni caso.

Situazioni come la rivelazione di un indirizzo protetto o il portare il minore a un incontro con rischio di sicurezza non vanno gestite da soli. Un nuovo rischio o un pericolo immediato va segnalato alle autorità competenti. Se occorre aiuto di emergenza, si può usare il 112.

Fonti e guide correlate

I fondamenti principali di questa guida sono gli art. 41/A e seguenti della legge n. 5395 sulla protezione dell’infanzia, il relativo regolamento di attuazione e le disposizioni del TMK sull’interesse superiore del minore, sull’affidamento e sui rapporti personali. I dettagli locali di istanza e di calendario vanno confermati presso l’ufficio competente.

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Domande frequenti

Domande comuni

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Nel sistema istituito dalla legge n. 7343, le sentenze o i provvedimenti cautelari sulla consegna del minore e sui rapporti personali sono eseguiti dalle direzioni del sostegno giudiziario e dei servizi alle vittime. Dove tale direzione non esiste, operano le cancellerie dei tribunali civili designate dal Ministero della giustizia.

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Sentenza passata in giudicato e provvedimento cautelare coincidono?+

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Quale calendario prevede la decisione?+

I giorni di incontro, gli orari di inizio e fine e la disciplina di festività, vacanze di metà anno e d’estate si leggono nella decisione. In caso di coincidenza tra fine settimana e festività o di disallineamento con il calendario scolastico, conta la chiarezza del dispositivo. Il richiedente non deve presentare la propria interpretazione come se fosse il dispositivo chiaro.

Come procede il percorso dopo l’istanza all’ufficio?+

L’ufficio competente esamina la decisione e i dati dell’istanza; nel quadro della normativa pertinente si organizzano i contatti con le parti, il luogo di consegna e l’informazione sul procedimento. Ove necessario, intervengono un ordine di consegna e le relative comunicazioni. È importante che il richiedente rispetti i giorni, gli orari e le regole di comunicazione comunicati dall’ufficio.

Cosa accade se il figlio dice di non volere l’incontro?+

Il fatto che il figlio dica di non volere l’incontro non significa da solo che la decisione non sarà eseguita in ogni caso, né che l’incontro sarà imposto con la forza. Età, sviluppo, motivi espressi, sicurezza e interesse superiore del minore sono valutati con il concorso di specialisti.

Come si documenta l’ostacolo agli incontri?+

Per le date non eseguite vanno conservati il giorno e l’ora previsti dalla decisione, i contatti con l’ufficio, le comunicazioni delle parti e i verbali esistenti. Il racconto dei fatti deve essere il più concreto possibile: quando, quale incontro, per quale motivo non si è svolto e quale ufficio è stato informato.

L’affidamento cambia da solo?+

L’affermazione che i rapporti personali sono stati ostacolati non trasferisce automaticamente l’affidamento all’altro genitore. La modifica dell’affidamento è valutata dal tribunale sulla base dell’interesse superiore del minore e delle circostanze concrete. Chiedere l’esecuzione della decisione esistente e chiedere la modifica dell’affidamento sono domande diverse.