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Cosa significa l’assegno di povertà a tempo indeterminato?

MAKALEAile HukukuAv. Eray Karınca7 dk okuma

L’assegno di povertà è indeterminato nel diritto turco e quando cessa? Basi TMK artt. 175–176, colpa uguale e obiezioni ricorrenti.

Il dibattito sull’assegno di povertà indeterminato

Chi non vuole condizioni di vita uguali e giuste per donne e uomini mira ora all’assegno di povertà. Le voci si rafforzano: «Si paghi solo per la durata del matrimonio. Assegno a vita dopo un giorno di matrimonio? Paghi lo Stato…»

L’assegno a vita deve durare finché dura la povertà. Se il divorzio comporta povertà, il sostegno continua finché essa non cessa per causa legittima. Il giudice non può sapere all’inizio quando la povertà finirà.

L’assegno di povertà è il sostegno chiesto all’altro coniuge da chi perde capacità economica dopo il divorzio. Ai sensi dell’art. 175 del Codice civile turco, chi cade in povertà per il divorzio può chiedere un assegno indeterminato, se non è più gravemente colpevole.

L’indeterminatezza iniziale non significa immutabilità. Cessa se viene meno la povertà, in caso di morte, nuovo matrimonio o vita disonorevole (art. 176/3).

In caso di colpa uguale l’assegno può comunque essere riconosciuto, perché un coniuge può perdere i guadagni matrimoniali e cadere in povertà senza colpa più grave. Proteggere il più debole è un principio del diritto di famiglia.

Qual è il fondamento giuridico?

Il fondamento legale è l’art. 175; più in profondità l’art. 185: i coniugi si devono fedeltà e assistenza.

Il divorzio è un ritiro da quella promessa. Se uno soffre senza colpa più grave, il danno va riparato con risarcimento, assegno, ecc. L’art. 175 disciplina la povertà da divorzio.

La norma rispetta anche buona fede (art. 2) ed equità (art. 4). Lasciare l’ex coniuge indigente dopo una vita condivisa offende il senso di giustizia.

Obiezioni all’indeterminatezza e parità di genere

Le reazioni all’indeterminatezza vanno valutate anche sotto il profilo della parità. La legge non dice «assegno solo alle donne»; lo ricevono anche gli uomini.

Le richieste di limitazione temporale spesso riflettono disuguaglianza patriarcale. L’uscita dalla Convenzione di Istanbul e altri arretramenti hanno rafforzato questa mentalità.

Dopo questa tutela per i coniugi – spesso donne – a rischio di povertà, ulteriori attacchi alla legge n. 6284 e alle norme di parità approfondirebbero la disuguaglianza. La parità costituzionale e civile non è ancora pienamente attuata.

L’assegno di povertà è un anello debole?

La debole lotta pubblica alla povertà e la mancata revoca talvolta ingiustificata hanno reso l’assegno un anello debole nella prassi.

A nessuno si dice in ogni caso: «Ti sei sposato una volta, paghi per sempre.» «Indeterminato» descrive il punto di partenza della decisione.

Ai sensi dell’art. 176 l’assegno può essere revocato, aumentato o ridotto quando circostanze, povertà o equità lo richiedono. Il Codice già prevede soluzioni flessibili e giuste.

Perché «Paghi lo Stato» è sbagliato

Far gravare sullo Stato un debito alimentare privato dopo un giudizio equo trasferisce indebitamente obblighi di diritto privato alla collettività.

La società non deve assumersi i doveri alimentari privati dei coniugi. Fuori da esigenze di sicurezza pubblica come la violenza domestica, lo Stato non deve assorbire tali obblighi.

Conclusione

Finché povertà e squilibrio di potere tra donne e uomini non saranno ridotti, il quadro legale dell’assegno di povertà non deve essere smantellato. Ad Ankara è essenziale una valutazione secondo gli artt. 175–176 con assistenza legale.

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Domande frequenti

Domande comuni

Il dibattito sull’assegno di povertà indeterminato nedir?+

Chi non vuole condizioni di vita uguali e giuste per donne e uomini mira ora all’assegno di povertà. Le voci si rafforzano: «Si paghi solo per la durata del matrimonio. Assegno a vita dopo un giorno di matrimonio? Paghi lo Stato…» L’assegno a vita deve durare finché dura la povertà. Se il divorzio comporta povertà, il sostegno continua finché essa non cessa per causa legittima. Il giudice non può sapere all’inizio quando la povertà finirà. L’assegno di povertà è il sostegno chiesto all’altro coniuge da chi perde capacità economica dopo il divorzio. Ai sensi dell’art. 175 del Codice civile turco, chi cade in povertà per il divorzio può chiedere un assegno indeterminato, se non è più gravemente colpevole. L’indeterminatezza iniziale non significa immutabilità. Cessa se viene meno la povertà, in caso di morte, nuovo matrimonio o vita disonorevole (art. 176/3). In caso di colpa uguale l’assegno può comunque essere riconosciuto, perché un coniuge può perdere i guadagni matrimoniali e cadere in povertà senza colpa più grave. Proteggere il più debole è un principio del diritto di famiglia.

Qual è il fondamento giuridico?+

Il fondamento legale è l’art. 175; più in profondità l’art. 185: i coniugi si devono fedeltà e assistenza. Il divorzio è un ritiro da quella promessa. Se uno soffre senza colpa più grave, il danno va riparato con risarcimento, assegno, ecc. L’art. 175 disciplina la povertà da divorzio. La norma rispetta anche buona fede (art. 2) ed equità (art. 4). Lasciare l’ex coniuge indigente dopo una vita condivisa offende il senso di giustizia.

Obiezioni all’indeterminatezza e parità di genere nedir?+

Le reazioni all’indeterminatezza vanno valutate anche sotto il profilo della parità. La legge non dice «assegno solo alle donne»; lo ricevono anche gli uomini. Le richieste di limitazione temporale spesso riflettono disuguaglianza patriarcale. L’uscita dalla Convenzione di Istanbul e altri arretramenti hanno rafforzato questa mentalità. Dopo questa tutela per i coniugi – spesso donne – a rischio di povertà, ulteriori attacchi alla legge n. 6284 e alle norme di parità approfondirebbero la disuguaglianza. La parità costituzionale e civile non è ancora pienamente attuata.

L’assegno di povertà è un anello debole?+

La debole lotta pubblica alla povertà e la mancata revoca talvolta ingiustificata hanno reso l’assegno un anello debole nella prassi. A nessuno si dice in ogni caso: «Ti sei sposato una volta, paghi per sempre.» «Indeterminato» descrive il punto di partenza della decisione. Ai sensi dell’art. 176 l’assegno può essere revocato, aumentato o ridotto quando circostanze, povertà o equità lo richiedono. Il Codice già prevede soluzioni flessibili e giuste.

Perché «Paghi lo Stato» è sbagliato nedir?+

Far gravare sullo Stato un debito alimentare privato dopo un giudizio equo trasferisce indebitamente obblighi di diritto privato alla collettività. La società non deve assumersi i doveri alimentari privati dei coniugi. Fuori da esigenze di sicurezza pubblica come la violenza domestica, lo Stato non deve assorbire tali obblighi.

Conclusione nedir?+

Finché povertà e squilibrio di potere tra donne e uomini non saranno ridotti, il quadro legale dell’assegno di povertà non deve essere smantellato. Ad Ankara è essenziale una valutazione secondo gli artt. 175–176 con assistenza legale.